Da qualche settimana mi trovo ad usare come computer principale un MacBook con MacOSX incorporato e ho avuto modo di apprezzarne i vantaggi e gli svantaggi.

OSX vs UbuntuAltro che soliti paragoni con windows.. qui si parla della “creme de la creme” :)Chi mi conosce sa benissimo che io sono sempre stato un utente Linux dei più sfegatati e quindi potrebbe quasi suonare strano vedermi qui oggi a parlare di un sistema proprietario che, non diciamoci ballle, è più chiuso di una noce di cocco..Quando, circa un mese fa, mi comperai un MacBook dissi a me stesso: potrei provarlo per un poco e poi scrivere un post comparandolo a Ubuntu, troppo banale dite?Ecco la mia recensione il più imparziale possibile.Parte 1: Il MacBook da 2.16 Ghz in tutto il suo splendore

MacBook 2.16GhzNeanche l’omino bianco fa così :)Non appena arrivato a casa con il gioiellino e averlo estrapolato dal suo magnifico contenitore anch’esso bianco che neanche l’omino bianco fa così, mi si è presentato davanti agli occhi il portatile più bello e semplice che avevo visto fino a quel momento.Semplice, razionale, ben organizzato, lucido all’infinito e come se non bastasse ispirava una solidità tale che sembrava quasi indeformabile. Già a vederlo ci si poteva rimanere di stucco, e quando ho sollevato lo schermo bloccato magneticamente (sì, avete capito bene, magneticamente), mi sono esaltato moltissimo.Anche la tastiera era alquanto semplice e comprensibile (senza astrusi tasti aggiuntivi inutili e antiestetici presenti in altri notebook), ben contrastata, con i tasti distanziati in una maniera ottimale (mai vista prima) e due led minuscoli, posti direttamente sotto i tasti BLOC-Maiusc e BLOC-num in modo da dare un riscontro visivo al loro eventuale utilizzo. Il trackpad era tutto ciò che un anti-mouse potesse desiderare, enormemente più grande di quelli tradizionali e delle stesse proporzioni dello schermo, con tanto di bordi arrotondati.E soprattutto: zero e ribadisco, zero spie luminose intermittenti, sensori dell’HD rumorosissimi e altre diavolerie! Insomma, il perfetto esempio per tutti i costruttori di notebook.Mettendolo a pancia all’aria, si potevano notare alcune viti elegantemente lucidate e per nulla invasive, un sistema di blocco/sblocco batteria alquanto sicuro (da girare con una moneta e non semplicemente da fare scorrere) e una serie di led (5) capaci di indicare lo stato della stessa anche a computer spento o in stato di stop. I piedini che sollevano la base del book sono grigio chiaro e molto ben inseriti (a differenza di quelli di un “vecchio” iBook, che si rimuovevano talvolta per effettuare manutenzioni).Da chiuso invece, squadrandolo lato per lato, si nota una organizzazione mostruosa!Niente astruse porte presenti nel retro. Tutte le connessioni si trovano sul lato sinistro mentre quello opposto ospita il SuperDrive (masterizzatore DVD) a caricamento a slot.Per quel che riguarda il resto, capiamo subito che le uniche fessure presenti sono sul retro, e svolgono il duplice compito di fuoriuscita del suono e dell’aria calda (dissipata da delle ventole capaci di autoregolarsi grazie a molteplici sensori di temperatura), mentre sul fronte notiamo una spia luminosa che ci avverte dello stato del mac a monitor spento e una specie di neo che si rivela invece essere il ricevitore a raggi infrarossi (per il telecomando Apple Remote incluso).Parte 2: OsX boota in tutta la tua potenza

 

OSX bootIl bootup nei recenti sistemi con Hardware Intel si è velocizzato tantissimo..ma non c’entra un cavolo con l’articolo questo| :DAvviando il sistema installato di default (MacOS X Tiger 10.4.10), si viene avvisati della necessità di effettuare una prima configurazione del sistema tramite una simpatica presentazione alquanto animata (con tanto di Bienvenu e Willkommen).L’assistente per la configurazione è molto comprensibile e il passaggio da una fase all’altra è animato da un cubo (stile Compiz) che ci illude che il numero di steps sia stato limitato a 4 (sembrerebbe figo) mentre il numero è di poco superiore.Una volta impostato il nostro account principale (il cui avatar è creabile al momento sfruttando l’integrazione superiore di iSight, la webcam favolosa del macbook), ci viene proposta la registrazione ad apple, processo opzionale (basta premere +Q per uscire) che comunque è presentato in maniera ugualmente simpatica (io, pur essendo certo della legalità del mio sistema l’ho saltata in quanto, a causa della mancaza di una connessione permanente di tipo ADSL a Sappada, non avevo la linea a disposizione al momento).Finalmente riusciremo ad entrare in OsX dove ci si presenta tutto in una maniera impeccabile: il menu superiore e il dock (semi-inanimato di default) infatti compaiono scivolando delicatamente sullo schermo.E da qui inizia la recensione seria sulle differenze con Ubuntu Linux.Parte 3: Il menu superiore e il dock vs. i pannelliTop menu osxIl menù superiore, è semplicemente la cosa più utile e sensata di OsX: ogni applicazione sembra molto più organizzata e pulita e, una volta abituatici, si sa sempre dove cercare le cose. Le icone sono tutte nere il che le rende molto contrastate e facili da riconoscere, mentre le uniche due colorate di blu (la meletta nell’angolo sinistro e la lente di spotlight nell’angolo destro) danno un tocco di stile in più. La personalizzazione è però rasente al nulla.Top panel ubuntuSe invece prendiamo il pannello superiore dell’installazione di default di Ubuntu, notiamo che le cose cambiano radicalmente: il triplice menu di sistema è alquanto usabile e bello ma tuttavia, l’intera zona alta dello schermo non viene sfruttata adeguatamente (questo non solo a mio modesto parere, numerose ricerche e studi hanno infatti dimostrato che è quella la parte ricercata più facilmente dall’occhio), quindi una delle prime cose che vediamo fare dagli utenti, è quella di personalizzarsela per ottenere il meglio possibile (io ad esempio sposto la maggior parte delle applet in questa parte dello schermo, taskbar inclusa!).Un piccolo neo è la mancanza dell’opzione “blocca pannello” che non costringa i comuni mortali a dover fermare, applet per applet, nella stessa posizione di volta in volta.dock osXSpostando la nostra attenzione invece al dock della Mela invece, notiamo la sobrietà dello stesso e la semplicità con cui avvengono le notifiche (spesso animate e capaci di dare un riscontro visivo alquanto notevole); nel contempo però, dopo qualche giorno di utilizzo, ci si accorge delle sue “limitazioni” che verranno solo parzialmente arginate in Leopard: se dovessi mantenere le icone di tutte le applicazioni che installo e uso frequentemente, probabilmente non basterebbe l’intera scrivania (si, mi piace esagerare). La cosa sarebbe ovviabile inserendo delle specie di menu (gli stack che saranno nella prossima versione appunto). Sapete, il finder è palloso da aprire di volta in volta ;)Intelligente invece la scelta di inserire la voce “Uscita forzata” nel menu contestuale della applicazioni che non rispondono.Su ubuntu invece non si ha questo problema. Tutte le applicazioni si trovano sul menu in alto, organizzate per categorie e molto semplici da modificare. Casomai una mancanza è quella dei cosìdetti pulsanti Smart (un pulsante che fa sia da avvio che da dock per il programma) in modo da non dover riempire i pannelli di icone utili solamente pochissime volte nell’arco della giornata (questo è il vantaggio del dock di osx). Riducendo a icona una qualsiasi applicazione, questa si porrà con una animazione in una taskbar alquanto simile a quella di windows: molto pratica e veloce da comprendere questo è vero (sicuro più intuitiva del dock ai più), ma occupa veramente un sacco di spazio!Parte 4: La scrivania

Il mio desktop di OSXLa mia scrivania su OSX. Notare l’HD presente (stessa cosa per Ubuntu)Entrambi i sistemi dispongono di strumenti alquanto simili per la gestione della propria scrivania (e non parliamo dei semplici sfondi ;): i dispositivi quali perifieriche di archiviazioni di massa, server virtuali o lettori iPod vengono automaticamente rilevati e le loro icone vengono poste sulla scrivania pronte per essere usate.Espellere un disco è alquanto semplice in tutti i due sistemi anche se forse in OsX il tutto è più metaforico.Mentre su Ubuntu sarà infatti necessario utilizzare il click destro, sul sistema della Mela basterà buttare l’icona direttamente nel cestino e subito lo stesso verrà disabilitato (entrambi i sistemi sono comunque più logici dei 200 click necessari su piattaforma windows.. l’ho gia detto che mi piace esagerare? :D).Parte 5: Fare gli archivisti non serve più!Potreste quasi rimanere stupefatti da quante volte la parola “entrambi” verrà usata in questo paragrafo: entrambi gli ambienti dispongono infatti dei loro strumenti di ricerca pressochè identici (sotto molti aspetti): la distribuzione Linux africana utilizza infatti Tracker, software molto pubblicizzato in blog di successo quali Pollycoke :), mentre OsX usa Spotlight.Entrambi sono veloci, prestanti, ben integrati nel sistema, forniti di comode interfacce di ricerca e di funzionalità avanzate.Entrambi non sono solo capaci di ricercare, ma anche di creare delle cartelle capaci di aggiornarsi in base ai parametri impostati.Entrambi sono sensibili al contesto.Entrambi si adattano alla lingua in uso e forniscono dei suggerimenti (o almeno tracker lo fa :D).Entrambi funzionano bene!Una novità è invece presentata dal solo Tracker che infatti ha integrato una funzione di tagging (≈ etichettamento) dei files che verrà decisamente apprezzata dagli amanti del Web 2.0.Parte 6: Finder vs. Nautilus

Finder osX

La gestione dei files è una delle cose più importanti per ognuno di noi. E tutti e due i sistemi a base UNIX/Linux dispongono di programmi avanzati per farlo al meglio.Su MacOSX troviamo infatti il Finder, rappresentato dall’icona più sorridente di tutto l’ambiente (nel dock è irremovibile). Il Finder è estremamente importate, soprattutto per quanto riguarda l’installazione di applicazioni, di cui parleremo in seguito (in un’altra puntata).La navigazione all’interno della rete è un poco strana, e non mi è mai piaciuta, mentre l’FTP è praticamente assente (si possono visualizzare solo i files!).Nautilus ubuntuNautilus di Ubuntu invece, è anch’esso molto importante, anche se non centra pressochè nulla con l’installazione delle applicazioni. Può invece connettersi a moltissimi server remoti (anche FTP) in maniera a mio parere decisamente migliore del Finder anche se ugualmente caccolosa. Questo è uno dei punti più dolenti di questo file manager, che comunque è migliore rispetto all’alternativa Apple.Come possiamo notare dalle immagini, trascurando l’ovvia diversità di stile grafico, sono molto simili per l’impostazione di default (anche se nautilus ha forse più capacità di personalizzazione) ed entrambi possono essere impostati per navigare tra le cartelle occupando meno spazio e in modalità spaziale (stile Windows 95 per intenderci).Una cosa che invece trovo senza senso è questa ostinazione per entrambi di mantenerli collegati al resto del sistema. Provate a killare uno dei loro processi (magari perchè state provando a leggere da mezz’ora un dispositivo danneggiato), ed esattamente come in windows, assisterete alla scomparsa delle icone del desktop e dell’apocalisse. Fortunatamente, a differenza del sistema Microsoft, in entrami i sistemi tutto si ripristina allegramente in pochissimi secondi.Parte 7: Connettiamoci al mondo!

Network managerIl NetworkManager di Ubuntu. Più comprensibile di così si muore!

 

E’ incredibile vedere come ancora una volta, entrambi i sistemi sembrino così simili.Nei pannelli alti, possiamo infatti trovare una simpatica icona che ci permetterà di connetterci in un modo estremamente pratico e semplice a una qualunque rete wireless, o in alternativa di impostare una connessione ad un qualunque altro tipo di rete in modo ugualmente semplice (vedi LAN o modem).Va però segnalato che, in particolare durante l’acquisizione di un indirizzo di rete (tramite DHCP per esempio), la vera icona semplice e chiara è quella del NetworkManager di Ubuntu. Lì si che si capisce che cavolo sta succedendo!Altra cosa positiva sempre per quanto riguarda ubuntu, è l’identificazione immediata (e visiva) di che tipo di reti sono presenti (i lucchetti vicino al nome ci fanno capire che è una connessione protetta da password wep) e la loro potenza, cosa che manca nella scheda dell’AirPort su OSX.Il bluetooth è supportato da entrambi i sistemi che permettono di inviare files, riceverli oppure di chattare in maniera tale da lasciarvi disarmati difronte a tanta semplicità. L’unico problema per quanto riguarda Ubuntu, è l’utilizzo di un cellulare per collegarsi ad internet, su alcuni modelli non così semplice (anche se un minuto di ricerca con Google risolve generalmente tutto!).Entrambi i sistemi consentono la creazione di profili di rete per cambiare in un click la propria configurazione (ad esempio potremmo impostare il computer alla navigazione in casa con un profilo, in ufficio con un altro etc.)Parte 8: Alla prossima L’articolo che avete appena letto è stato scritto totalmente di getto, quindi se lo trovate insensato, grammaticalmente scorretto potete imputare la cosa alla febbre che mi sta bersagliando in questi giorni..Altrimenti commentate gente.. la prossima parte arriverà presto :)

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Comments

Antonio - 07 Oct 07 at 18:55:50

condivido appieno le tuo opinioni! Per certe cose (es. wifi) è proprio solo windows che non si è evoluto!

Th3Bree - 07 Oct 07 at 21:07:51

Articolo veramente ben fatto, ottimo confonto.
Forse mi sbaglio ma credo che in Tracker non esista una funzione che permetta di creare cartelle.
Prossimo round Vista VS Ubuntu? Ci sarà da ridere :)

Arael - 08 Oct 07 at 09:42:57

Premetto che anche io sono un utente gnu/linux. Da sette anni ormai. Comunque uso osx abbastanza spesso al lavoro e lo trovo ottimo.

Mi scuso per l’errore. Se vuoi correggere fai pure cosi cancelli anche questo commento inutile.

Grazie =)

Mattia - 08 Oct 07 at 09:52:32

Per non dover trascinare tutte le applicazioni “che usi poco ma che usi” nel dock, trascina la cartella Applicazioni direttamente a fianco al cestino nel dock.
Facendo tasto destro su di essa avrai accesso diretto al contenuto ;-)

Arael - 08 Oct 07 at 09:56:11

Mi dispiace rompere ancora…ma il mio primo intervento è stato cancellato oppure è finito nello spam.

Mi interessarebbe molto sapere se il tuo macbook ha il bluetooth funzionante.

marco - 08 Oct 07 at 13:48:31

ottimo confronto? hai confrontato la gui di mac os con gnome.
praticamente non hai confrontato un bel niente.
gnome non è linux…………. mi sa che faresti bene a continuare ad usare mac.

gigasoft - 08 Oct 07 at 14:14:06

@Arael
Si, il bluetooth mi funziona.

@marco
mi dispiace il fraintendimento, ma dove leggi che ho confrontato Linux con MacOSX??
Io ho confrontato Ubuntu Linux con OSX, e Ubuntu linux è basato su gnome, e su tutte le cose di cui ho parlato..

E in ogni caso, che senso avrebbe confrontare Linux con OSX?? Al limite mi potresti dire con darwin (freebsd) :)

Leggi meglio prima di commentare ;)

Arael - 08 Oct 07 at 15:51:14

E hai provato a farlo andare per un periodo prolungato?

Nel link che ho postato nel primo commento…che tralatro per non so quale motivo è stato cestinato…i possessori dei macbook si lamentavano del fatto che la connessione alle periferiche cadeva di tanto in tanto. A volte spesso a volte un meno. Ma dopo uso prolungato cadeva.

Magari sul momento il bluetooth ha funzionato ma se non lo hai usato più di qualche istante magari non ti sei accorto del problema.

Spero di non ricevere un macbook diffettoso. Mi girerebbero troppo i maroni.

gigasoft - 08 Oct 07 at 18:46:58

uhm, una volta ho provato a passare 260Mb di files ed effettivamente mi è caduta la connessione..
a 140Mb completati però ;)

Vedrò di fare qualche test comunque..

Mac_user - 24 Oct 07 at 12:44:26

Ciao, sono un Mac-ista molto convinto e ieri per sfizio ho installato ubuntu gutsy gibbon sul mio macbook e devo dire che la prima impressone è stata molto buona, poi man a mano che smanettavo di qua e di là mi sono accorto che per cambiare un ambiente a tuo piacimento (tipo su mac) bisogna lavorarci molto ed avere tanta pazienza.Cmq ci sono altre note positive che vanno a favore di ubuntu, ed è che la maggior parte delle cose le ha riconosciute al volo, come la risoluzione del monitor, la wifi ecc. ma tranne la isight e il solito trackpad a due dita, poi gli effetti grafici di compiz fusion sono molto belle anche se a volte non funziona come dovrebbe. Cmq, io siccome sono uno che il computer lo usa solo per lavorarci e non per smanettare tutto il giorno per far funzionare questo o quello, rimango dell’idea che il mac sarà sempre il S.O. più intuitivo e pronto che c’è in giro attualmente, poi certo ognuno è libero di trarre i propri pareri e di installare ciò che ritiene più giusto.

Marco A. - 30 Oct 07 at 00:26:21

Ottima recensione!…anche se io sono più per linux\ubuntu, lo trovo più personalizzabile…insomma lo riesco a fare “più mio”, sarà perchè dietro non ha nessuna multinazionale che in un certo senso condiziona l’uso che devi fare anche in modo indiretto…

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